Professioni, le norme sulle tariffe all'esame della Consulta L'assenza di una norma transitoria crea un vuoto normativo. La commissione Giustizia del Senato boccia l'abrogazione delle tariffe.
- PARERE COMMISSIONE GIUSTIZIA
Il Tribunale di Cosenza ha sollevato dinanzi alla Consulta la questione di incostituzionalità dei commi 1 e 2 dell'articolo 9 citato. Il secondo comma, in particolare, stabilisce che ferma restando l'abrogazione delle tariffe minime e massime, nel caso di liquidazione dei compensi in sede giudiziale il giudice potrà fare riferimento ai parametri stabiliti con un decreto che però il ministro della Giustizia non ha ancora emanato.
Nei giorni scorsi il ministero della Giustizia aveva promesso la definizione a breve di una norma transitoria in attesa dell'emanazione del decreto con i parametri. L'assenza di questa norma transitoria crea un vuoto normativo che il giudice, chiamato a liquidare le spese giudiziali agli avvocati, non può colmare semplicemente ricorrendo all'equità: mancando i parametri ministeriali, infatti, il rischio è quello di una disparità di trattamento nei diversi processi, con liquidazioni delle somme magari troppo basse o comunque diverse da un giudice all'altro. Da qui la decisione del Tribunale di Cosenza di sottoporre la norma sulle tariffe all'esame della Consulta per violazione del principio costituzionale della ragionevolezza della legge.